I sapori della Transumanza: alla scoperta del Pecorino Canestrato e del Maiale Nero a Castel del Monte

Castel del Monte non è solo un borgo di pietra medievale sospeso a 1346 metri di altezza; è il racconto vivente di una terra dominata per secoli dalla cultura pastorale. Definito a pieno titolo la capitale della transumanza, il nostro paese custodisce un patrimonio enogastronomico unico al mondo, nato tra i pascoli sterminati del Parco Nazionale del Gran Sasso e le antiche rotte dei pastori verso il Tavoliere delle Puglie.

Oggi vi proponiamo un viaggio immersivo nei sapori più autentici del nostro territorio attraverso lo splendido reportage intitolato “VIAGGIO IN ABRUZZO: CASTEL DEL MONTE, TRA CANESTRATO E MAIALE NERO”, curato da Marco Signori con la regia di Giovanni Sfarra per la testata giornalistica Virtù Quotidiane.

Ringraziamo di cuore gli autori e tutta la redazione di Virtù Quotidiane per aver valorizzato con passione e professionalità le eccellenze enogastronomiche, le tradizioni millenarie e le storie delle persone che rendono unico il borgo che ospita la nostra Residenza Storica Le Civette.

Godetevi questo straordinario documentario video ricco di storia e gusto:

Il Pecorino Canestrato di Castel del Monte: l’oro dei pastori (Presidio Slow Food)

Come ci racconta nel video l’allevatore e casaro Giulio Petronio, la spina dorsale dell’economia di Castel del Monte è stata per secoli la pecora. In particolare, la razza storica del territorio è la Gentile di Puglia: un animale rustico a triplice attitudine (latte, lana e carne) capace di camminare per chilometri e resistere ai climi montani.

Ciò che rende unico il Pecorino Canestrato di Castel del Monte (oggi tutelato come Presidio Slow Food) è la biodiversità di Campo Imperatore. Le greggi si nutrono di oltre 300 essenze foraggere diverse che crescono sull’altopiano; questo incredibile bouquet di erbe si trasferisce direttamente nel latte, donando al formaggio un sapore inimitabile.

Perché si chiama “Canestrato”?

Il nome deriva dallo storico utilizzo dei canestri di vimini (oggi sostituiti da versioni moderne e igieniche) in cui la cagliata viene pressata a mano. La tipica rigatura lasciata dal cesto agisce come un vero e proprio “radiatore”, aumentando la superficie del formaggio e facilitando la rapida fuoriuscita del siero, eliminando così ogni nota acida e preservando la purezza aromatica del prodotto.

La riscoperta della tradizione: il Maiale Nero d’Abruzzo

Il viaggio enogastronomico a Castel del Monte continua all’aperto, a 1400 metri di quota, dove l’imprenditore agricolo Alessandro Pelini ha compiuto un piccolo miracolo rurale: la riscoperta del Suino Nero d’Abruzzo, un’antica razza autoctona che rischiava di scomparire.

A differenza del maiale bianco industriale, troppo delicato per sopportare le rigide temperature invernali della montagna, il maiale nero vive felicemente allo stato brado. Questi animali crescono senza fretta (vengono macellati tra i 16 e i 20 mesi) e hanno a disposizione immensi spazi di pascolo.

Una carne dalla marezzatura straordinaria

Il movimento continuo all’aria aperta permette al grasso nobile del maiale nero di infiltrarsi direttamente nelle fibre muscolari, creando una splendida marezzatura. Il risultato sono salumi saporiti, genuini e privi di conservanti industriali, stagionati in modo del tutto naturale sfruttando l’aria pura e fresca della montagna.

Cosa assaggiare a Castel del Monte: il tagliere della tradizione

Grazie al racconto di Marinella Della Rovere, scopriamo quali sono i salumi tipici legati alla storia più intima dei pastori abruzzesi:

  • Il Prosciutto di Maiale Nero: Stagionato naturalmente dai due ai quattro anni, morbido e con un grasso nobile che letteralmente si scioglie in bocca.
  • La Musiska (o Muziska): Bastoncini di carne secca di pecora, speziati e facili da conservare. Era il cibo perfetto che i pastori portavano nello zaino durante i lunghi mesi di pascolo.
  • La Ventricina del Gran Sasso: Da questo versante della montagna, la ventricina si presenta spalmabile e delicatissima, composta prevalentemente da lardo, pancetta e aromi naturali, ideale sui crostini caldi o per arricchire sughi e patate al forno.
  • La Cicolana di Fegato: Un salume antico a base di fegato, lingua, cuore e guanciale, condito con sale, pepe e peperoncino.
  • La Salsiccia con Anisetta o la Colaretta di pecora: Splendidi insaccati che uniscono la carne magra di pecora al grasso pregiato del suino nero.

Vivi un’esperienza di gusto autentica: prenota alla Residenza Storica Le Civette

Volete scoprire di persona i pascoli di Campo Imperatore e assaggiare queste meraviglie della tradizione abruzzese? La Residenza Storica Le Civette è la base perfetta per la vostra vacanza enogastronomica nel Parco Nazionale del Gran Sasso.

Ci troviamo nel cuore di Castel del Monte (AQ), all’interno di un antico palazzo restaurato in pietra locale. Vi accoglieremo in una delle nostre cinque accoglienti camere dedicate ai rapaci notturni del nostro cielo: Gufo, Civetta Bianca, Barbagianni, Coppia Gufi e Gufo Reale. Ogni camera offre bagno privato, Wi-Fi, HD-TV e una golosa colazione inclusa nel prezzo.

E dopo una giornata trascorsa a esplorare il borgo e la montagna, potrete accomodarvi direttamente nel nostro Pub-Ristorante interno, dove i sapori del Pecorino Canestrato, dei salumi di Maiale Nero e dell’ottimo Montepulciano d’Abruzzo vi faranno vivere un’autentica e indimenticabile esperienza del territorio.

Non lasciatevelo raccontare: cambiate prospettiva e regalatevi un soggiorno all’insegna del relax e del buon cibo.

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Domande Frequenti (FAQ) sulla gastronomia di Castel del Monte

Che cos’è il Pecorino Canestrato di Castel del Monte? È un pregiato formaggio pecorino abruzzese a base di latte di pecora Gentile di Puglia, tutelato come Presidio Slow Food. Deve il suo sapore unico alle oltre 300 erbe diverse di cui le pecore si nutrono al pascolo sull’altopiano di Campo Imperatore.

Quali sono le caratteristiche del Maiale Nero d’Abruzzo? Il Suino Nero d’Abruzzo è un’antica razza autoctona allevata allo stato brado ad alte quote (circa 1400 metri). Rispetto al maiale bianco, cresce più lentamente, resiste al freddo e produce una carne marezzata (con grasso infiltrato nei muscoli) estremamente saporita e di qualità superiore.

Cos’è la Musiska abruzzese? La Musiska è un prodotto tipico della tradizione pastorale di Castel del Monte. Consiste in bastoncini di carne di pecora sgrassata, salata, speziata ed essiccata, storicamente utilizzata dai pastori transumanti come cibo a lunghissima conservazione durante i viaggi lungo i tratturi.

Dove alloggiare a Castel del Monte per un tour enogastronomico? La Residenza Storica Le Civette è la struttura ideale. Offre camere confortevoli con colazione e dispone di un Pub-Ristorante interno dove poter gustare i migliori prodotti locali come il Pecorino Canestrato Slow Food, i salumi di maiale nero e la cucina tradizionale abruzzese.

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