Le Streghe di Castel del Monte: il rito degli sporti tra storia e folklore abruzzese

“Quando ci ritroveremo noi tre, in tuono, lampo o in pioggia? Quando finisce il parapiglia e la battaglia è vinta o perduta…” Se le oscure battute iniziali del Macbeth di Shakespeare evocano l’immaginario universale delle streghe, anche l’Abruzzo vanta una tradizione ricca di storie, misteri e credenze popolari legate a queste misteriose figure notturne.

C’è un luogo, in particolare, che più di ogni altro ha mantenuto viva la memoria di questo “Abruzzo fantastico”: il borgo medievale di Castel del Monte (AQ), arroccato a 1346 metri di altitudine sul Gran Sasso.

Oggi approfondiamo questo capitolo affascinante della nostra cultura attraverso lo splendido servizio televisivo della rubrica “Macchemito – Viaggio nell’Abruzzo fantastico”, andato in onda su Rai TG3 Abruzzo e condiviso sul canale YouTube dello scrittore Peppe Millanta.

Vogliamo ringraziare sentitamente gli autori della rubrica, a cura di Paolo Pacitti, con il coinvolgente racconto di Peppe Millanta, le riprese e il montaggio di Sem Cipriani e il prezioso contributo dell’esperta antropologa Adriana Gandolfi. Grazie per aver documentato con straordinaria cura l’anima misteriosa, i vicoli e le antiche tradizioni che circondano il borgo che ospita la nostra Residenza Storica Le Civette.

Spegnete le luci, premete play e immergetevi nel mistero del nostro borgo:

Le origini del mito: la strega come capro espiatorio

La figura della strega ha radici antichissime, tanto da essere menzionata persino nel celebre Codice di Hammurabi. L’etimologia stessa del termine sembra derivare da strix (la strige), un uccello notturno di cattivo auspicio appartenente alla mitologia greca e romana.

Nel corso dei secoli, e in particolare durante il Medioevo (con eventi storici documentati in Abruzzo a partire dal primo processo del 1584 a Penne, che coinvolse anche Margherita D’Austria), le streghe hanno incarnato le paure più profonde dell’essere umano: l’incertezza della vita quotidiana, le carestie e, soprattutto, la paura delle malattie improvvise. In un mondo in cui la medicina scientifica non offriva ancora risposte, la comunità creava un “capro espiatorio” a cui attribuire la causa di tutti i mali.

Il rito degli sporti a Castel del Monte: la processione del silenzio

Nel cuore di Castel del Monte, questa superstizione ha dato vita a un rituale notturno unico al mondo, strettamente legato alla particolare conformazione architettonica del borgo: il rito degli sporti.

Gli sporti sono suggestivi cunicoli o gallerie in pietra calcarea che collegano strade poste a quote differenti, nati dall’esigenza medievale di ottimizzare il limitato spazio vitale all’interno delle mura fortificate.

Come funzionava l’antico rituale notturno?

Secondo la tradizione locale, quando un neonato si ammalava gravemente senza una spiegazione apparente, si credeva che una strega si fosse introdotta nella stanza di notte – passando letteralmente dal foro della serratura della porta – per succhiare il sangue della creatura. Per spezzare il maleficio, i parenti organizzavano il rito:

  1. L’ora e il gruppo: Verso la mezzanotte, nel momento di massimo isolamento, un gruppo composto di sole donne della famiglia e del vicinato si riuniva portando in braccio il neonato malato.
  2. I nove sporti: Le donne dovevano percorrere le vie deserte del paese attraversando obbligatoriamente nove sporti.
  3. Il silenzio assoluto: Il cammino andava compiuto in un silenzio totale e rigoroso. Al passaggio della processione, gli usci e le finestre delle case venivano sbarrati per impedire l’ingresso di energie negative.
  4. Il falò purificatore: La camminata terminava al di fuori delle mura del borgo. Qui, i vestiti del neonato venivano energicamente battuti e infine bruciati in un falò purificatore per distruggere definitivamente il potere della strega e restituire la salute al piccolo.

Il trucco della scopa: il dispositivo “antistrega” artigianale

Il servizio di Peppe Millanta ci svela anche un rimedio infallibile e curioso della tradizione contadina per difendere la propria abitazione dalle incursioni delle streghe: posizionare una scopa di saggina capovolta proprio davanti all’uscio di casa.

Le streghe, creature famose per la loro natura ossessiva e l’incontenibile curiosità, alla vista dell’oggetto non avrebbero resistito alla tentazione di mettersi a contare, uno a uno, tutti i fili della scopa. Concentrate nel conteggio per tutta la notte, venivano colte di sorpresa dall’arrivo della luce dell’alba, venendo così costrette a fuggire via prima di essere riuscite a entrare in casa.

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Passeggiare di notte sotto gli sporti medievali di Castel del Monte, ammirando la caratteristica forma a stella del borgo illuminato, è un’esperienza che regala emozioni senza tempo. Per vivere da vicino la magia, il folklore e l’autentica ospitalità del Gran Sasso, vi aspettiamo alla Residenza Storica Le Civette.

La nostra struttura sorge all’interno di un antico palazzo nobiliare nel centro storico, finemente restaurato preservando l’architettura in pietra originale. Offriamo un soggiorno all’insegna del perfetto relax in una delle nostre cinque esclusive camere, battezzate con i nomi dei meravigliosi rapaci notturni che sorvegliano i nostri cieli: Gufo, Civetta Bianca, Barbagianni, Coppia Gufi e Gufo Reale.

Ogni camera dispone di bagno privato, Wi-Fi gratuito, HD-TV e una ricca colazione inclusa. Inoltre, all’interno della struttura, il nostro Pub-Ristorante vi aspetta per farvi assaggiare i sapori forti e genuini della tradizione enogastronomica abruzzese (come il pecorino canestrato Slow Food e i salumi di maiale nero).

Venite a scoprire le storie e i misteri custoditi tra le pietre di Castel del Monte. Lasciatevi accogliere dalla natura.

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Domande Frequenti (FAQ) sulle leggende di Castel del Monte

Qual è la leggenda delle streghe a Castel del Monte in Abruzzo? Secondo il folklore locale di Castel del Monte (AQ), si credeva che le streghe entrassero in casa di notte attraverso il buco della serratura per succhiare il sangue dei neonati malati. Per guarirli, la comunità ricorreva al suggestivo “rito degli sporti”.

In cosa consiste il rito degli sporti di Castel del Monte? È un antico rituale terapeutico e magico-religioso: un gruppo di sole donne trasportava a mezzanotte il bambino malato attraversando in assoluto silenzio nove sporti (gallerie in pietra) del borgo. Il rito si concludeva fuori dal paese battendo e bruciando i vestiti del piccolo per distruggere il maleficio della strega.

Come si tenevano lontane le streghe secondo la tradizione abruzzese? Un metodo tradizionale consisteva nel posizionare una scopa capovolta davanti alla porta di casa. La strega, distratta dalla curiosità, passava l’intera notte a contare i fili della scopa, fino a quando l’alba e la luce del sole non la costringevano a scappare.

Dove dormire a Castel del Monte per esplorare i vicoli e gli sporti storici? La scelta ideale è la Residenza Storica Le Civette, un suggestivo B&B ricavato in un antico palazzo restaurato nel centro del borgo. Offre camere accoglienti con colazione, Wi-Fi e un Pub-Ristorante interno, perfetto per vivere appieno l’atmosfera storica del paese.

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